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CAMILLO GOLGI: ieri e oggi
a cura del Presidente Dott. Sante Gianelli
RELAZIONE AL CONVEGNO del 13 nov. 2006
Celebriamo cento anni dal giorno nel quale al Medico Italiano Camillo Golgi – pavese di formazione culturale, abbiatense di adozione - fu assegnato il Premio Nobel per la Medicina per le ricerche condotte sul Sistema Nervoso.
Per sua stessa ammissione compì i suoi studi nell’ “Ospizio degli Invalidi di Abbiategrasso“ – poi Pia Casa degli Incurabili, oggi Istituto C. Golgi – nel quale lavorò come Primario Ospedaliero residente, dal 1872 al 1875.
Lui stesso racconta “ …….., “non ebbi difficoltà a continuare ad occuparmi ancora di ricerche microscopiche nel rudimentale laboratorio da me organizzato nella cucina del piccolo appartamento che mi era stato assegnato nel Pio Luogo. E’ ad Abbiategrasso che iniziai le mie ricerche sulla fine organizzazione degli organi centrali del sistema nervoso”.
Appartengono al periodo di Abbiategrasso anche altri lavori minori come le le annotazioni sulla retina del cavallo, gli studi sul Vaiuolo, la Corea Gesticolatoria associata ad alterazione mentale, la sostanza grigia del cervello, la fine Anatomia del cervelletto umano.
Sfogliando la sua Opera Omnia ci si rende conto della sua versatilità: i suoi studi spaziano dal Sistema Nervoso, al Midollo Osseo, al Sistema Linfatico, alle malattie di grande rilievo sociale come la Pellagra, la Malaria e la Schizofrenia.
Commentando gli studi sul Plasmodio della Malaria, Aldo Perroncito disse “la grande importanza degli studi di Golgi …….non può sfuggire quando si pensi che dopo i suoi studi basta esaminare un preparato di sangue malarico per avviare il malato alla guarigione”.
Camillo Golgi visse, studiò, lavorò nella nostra Città e la maggior parte dei concittadini ignora financo la sua esistenza o conosce solo approssimativamente i suoi studi e le sue scoperte che ancor oggi hanno un così grande valore scientifico. Non è qui il caso di addebitare a chicchessia responsabilità di questo improvvido oblio, però credo che sia un nostro preciso dovere porre rimedio alla dimenticanza e ricordare, degnamente, questo nostro illustre concittadino d’adozione celebrando un avvenimento così significativo della sua vita, meta di un cammino lungo e faticoso di studi e ricerche, costellato da rinunce, delusioni, forti contrasti, incomprensioni, successi, insuccessi.
E’ per questo che, con alcuni amici che mi hanno seguito con generosità ed entusiasmo, abbiamo dato vita ad una Associazione Culturale che porta il suo nome e i cui fini, indicati nel suo Atto costitutivo, sono
- celebrare l’anniversario della assegnazione del Premio Nobel per la Medicina a Camillo Golgi
- affermare il valore della Cultura, nella accezione più ampia e liberale della parola, come mezzo indispensabile per accrescere la libertà dell’Uomo
- proseguire nel tempo a venire la sua attività culturale per dare, a quanti lo vogliano fra i Concittadini, occasioni di arricchimento spirituale nelle Scienze, nell’Arte, nella Musica, nella Letteratura, nel Teatro”
Con vivo compiacimento abbiamo constatato il favore con cui la nostra iniziativa è stata accolta dai Responsabili dell’Istituto Golgi, Istituzione con la quale abbiamo intrapreso una gradevole collaborazione e che ci ha onorato nominando un suo rappresentante nel nostro Consiglio di Amministrazione.
Credo che in questo nostro tempo nel quale volgarità, mediocrità e incultura hanno preso prepotentemente il sopravvento sia indispensabile riaffermare, con forza, valori universali e irrinunciabili che elevano l’Uomo e lo rendono libero.
La CULTURA, uno di questi valori, è l’insieme delle tradizioni scientifiche, storiche, filosofiche, artistiche e letterarie di un popolo e gli Amici ed io siamo concordi nell’interpretare questa definizione in senso genuinamente letterale.
E’questo è lo spirito con il quale ci siamo proposti di lavorare per realizzare il secondo fine scritto nell’Atto Costitutivo della Associazione.
Lo scopo della nostra fatica sarà, quindi, quello di promuovere manifestazioni che, ci speriamo, riescano a risvegliare l’ interesse della Città.
Ci auguriamo che anche Voi che mi ascoltate vorrete accompagnarci nel nostro cammino, sostenendoci con la vostra adesione e sollecitandoci con idee e proposte. Ai più giovani, soprattutto, che spesso lamentano la mancanza di occasioni e di stimoli, l’invito a sostenerci.
Anticipo a tutti l’invito per il 14 dicembre e ringrazio gli organizzatori di questa manifestazione per avermi invitato.
Sante Gianelli
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